NELLE TERRE DEI RUFFONI: VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI UNA FAMIGLIA E DELLE SUE "AFFASCINANTI" ORIGINI
L’alba dei Ruffoni coincide con il tramonto della famiglia Centelan, alla quale ogni Ruffoni è rimasto legato da un debito di riconoscenza e di affetto. Sì, perché la storia dei Centelan non è affatto banale. Tutt’altro! È una storia incredibile; possiede quasi tutti gli ingredienti di una fiaba classica: un maleficio scagliato da un perfido principe del male, personaggi sinistri e ambigui, avvenimenti spaventosi e tragiche scomparse. Non mancano certo i buoni sentimenti, insufficienti tuttavia ad impedirne l’estinzione, ma così profondi da consentire alla casata dei Ruffoni di germogliare da quelle ceneri sfortunate e proliferare nel tempo.
Tutto ebbe inizio in una radiosa giornata di maggio del lontano 1898 al pio Ospitale di Santa Maria dei Battuti di Treviso, quando Santo Centelan e la moglie Giuseppina, due umili mezzadri timorati di Dio e senza figli, decisero di prendere in affido un orfano. Ad attirare l’attenzione di Santo fu un ragazzino mesto e taciturno, che se ne stava in disparte, lontano dal trambusto dei compagni, asserragliati attorno ai due mezzadri nella speranza di far breccia nei loro cuori. Santo però non li sentiva. Non li vedeva. Santo aveva occhi solo per il piccolo introverso, rannicchiato in un angolo, all’apparenza disinteressato a quanto accadeva intorno a lui. Lo abbiamo chiamato Giulio Ruffoni, gli dirà la direttrice dell’orfanotrofio. Ce l’hanno lasciato sulla soglia una notte di marzo del 1888. E non servì aggiungere altro. Giulio Ruffoni fu accolto, cresciuto e amato come un figlio da Giuseppina e Santo. E sarà proprio Santo, sul letto di morte a raccontare al figlio le oscure vicende dei Centelan (delle quali narreremo sicuramente in un articolo a loro dedicato), e a rivelargli come invece la discendenza dei Ruffoni avrebbe prosperato negli anni a venire.

Siamo Denis, Claudio e Ivan Ruffoni. Insieme gestiamo la “Centelan di Ruffoni”, storica azienda vitivinicola di famiglia, proprietaria del marchio Ruffoni. Coltiviamo uva e produciamo vino di qualità da ormai tre generazioni. I nostri vini sono il frutto di passioni, tradizioni e competenze condivise. Visita il nostro sito e contattaci per maggiori informazioni.
Con Giulio ha quindi inizio l’epopea della famiglia Ruffoni, parte della quale eredita dai Centelan l’amore e la dedizione per la coltivazione della terra, tramandata di generazione in generazione. E nei primi anni settanta del Novecento, i discendenti del piccolo orfano, i fratelli Giulio e Silvano insieme alla moglie Regina, danno forma alla Società Agricola Centelan di Ruffoni, che prende corpo e si espande anche grazie all’apporto saltuario dei fratelli più giovani, Aldo, Romano e Mariano. È la classica realtà agricola dell’epoca, con un oggetto sociale diversificato che include la coltivazione di seminativi, di uva e l’allevamento di vacche da latte. Tra gli anni ottanta e novanta, con il subentro dei figli di Silvano, Ivan, Claudio e Denis, l’azienda muterà di nuovo. Spinta dalla necessità di inseguire un mercato in continua evoluzione, si dedicherà in toto alla viticoltura e alla produzione di vino.
Oggi, su un’estensione di oltre 90 ettari tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, i Ruffoni coltivano Glera (l’uva con cui si produce il Prosecco), Chardonnay, Pinot Grigio, Merlot e Cabernet, in sistemi di allevamento diversi a seconda della varietà. Merlot e Cabernet crescono e maturano nella tradizionale struttura veneta, detta bellussera, in terre particolarmente ricche e pesanti. Tutte le altre qualità si sviluppano nella più recente forma a filare, ampiamente adottata in tutta la penisola italiana. La produzione di vino è ancora per la maggior parte destinata ai grandi imbottigliatori locali, ma dal 2020, in risposta alla crescente domanda del mercato italiano e non solo, i tre fratelli si propongono settore con una propria etichetta e sei vini dall’identità definita e dal carattere deciso.
– L’idea di uscire con un nostro prodotto è stata l’evoluzione naturale di un percorso di perfezione acquisito nel tempo, – dichiara Claudio Ruffoni, che nella vita è anche sommelier. – Non si tratta soltanto di passione. Io e i miei fratelli ci dedichiamo personalmente alla gestione dell’azienda. Monitoriamo e sorvegliamo ogni fase delle lavorazioni. Ovviamente non siamo soli, ci avvaliamo del supporto di professionisti preparati e competenti. Il nostro è un lavoro di squadra. Sinergico e sempre volto a miglioramento.
– E trovare il giusto equilibrio non è sempre scontato, – interviene Denis, il più giovane dei tre, nonché responsabile commerciale. – Come non è stata una passeggiata concepire e creare un’immagine adeguata, che fosse affine alla filosofia aziendale e aderente alle nostre radici… Grafica e nomi dei prodotti sono stati un procedimento lento e se vogliamo formativo, ma alla fine ci possiamo considerare soddisfatti del risultato conseguito.
– È un po’ come nella musica, – aggiunge Ivan, il più eclettico dei tre, fisarmonicista per passione e amante dell’arte. – Tutto doveva rientrare in una specifica armonica. Dovevamo pensare a una comunicazione elastica e dinamica, adeguata ad una clientela eterogenea. Dovevamo quindi concentrarci su un registro trasversale, capace di entrare in sintonia con chiunque… È stata una bella sfida.
E l’obiettivo, quello di arrivare a chiunque, i fratelli Ruffoni l’hanno centrato per davvero. L’azienda si sta facendo conoscere ovunque e nell’arco del 2021 è stata autorizzata a promuovere i propri vini nelle basi americane d’Europa.